2) Voltaire. Ateismo e violenza .
Secondo Voltaire, nel Rinascimento, mentre il popolo continuava a
credere in Dio, gli uomini politici si comportavano come atei
convinti. Ci risulta evidente dal grande numero di atti di
violenza di cui era piena la vita pubblica di allora.
Voltaire, Essais sur le mours et l'esprit des nations, CV, in
Opere complete, volume terzo, Parigi, 1836, pagina 330.

Quando si vede un papa, un arcivescovo, un sacerdote meditare un
tal crimine... non si pu dubitare su l'ateismo che regnava
allora. Certo se essi avevano creduto che il Creatore appariva
sotto le specie del pane consacrato, non avrebbero osato
insultarlo a tal punto. Il popolo adorava questo mistero: i capi e
gli uomini di Stato se ne infischiavano: tutta la storia di quel
tempo lo dimostra. Si pensava come al tempo di Cesare in Roma:
dalle loro passioni si concludeva che non c'era nessuna religione.
Essi facevano questo ragionamento deprecabile: gli uomini mi hanno
insegnato delle menzogne, dunque Dio non esiste. Cos la religione
naturale fu spenta in quasi tutti quelli che allora governavano; e
mai nessun secolo fu pi ripieno di assassin, di avvelenamenti,
di tradimenti e di corruzione mostruosa.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagina 126.

G. Zappitello, Antologia filosofica,, Quaderno secondo/1.
Introduzione.
3) Voltaire. Un grande periodo di rinascita.
Pur non avendo trattato il Rinascimento come un periodo specifico
della storia dell'Occidente, Voltaire interpreta il secolo
sedicesimo come una grande rinascita, una svolta nella storia,
un'epoca di passaggio dalle tenebre alla luce.
Voltaire, Essais sur les mours et l'esprit des nations, CV, in
Opere complete, volume terzo, Parigi, 1836, pagine 352 e 353.

L'inizio del secolo decimosesto ci presenta il pi grande
spettacolo che il mondo abbia mai fornito. Se si getta lo sguardo
su quelli che regnavano in Europa, la loro gloria, la loro
condotta, o i grandi mutamenti di cui furono causa, rendono
immortale il loro nome...
[...].
L'antico mondo  distrutto, il nuovo  scoperto... La natura
produsse allora degli uomini straordinari in tutti i generi,
soprattutto in Italia. Ci che colpisce ancora in questo secolo
illustre  il fatto che malgrado le guerre provocate
dall'ambizione e le rampogne della religione che cominciavano a
scuotere gli stati, lo stesso genio che faceva fiorire le arti
belle a Roma, Napoli, Firenze, Venezia e Ferrara, e che di l
diffondeva la sua luce in Europa, al tempo stesso addolciva i
costumi degli uomini in quasi tutte le province dell'Europa
cristiana.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagina 127.
